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Le Chiese dei Frati Minori e di Sant’ Agata
Autore: Staff Viscarani
Data: Mar 22 Dic, 2009 19:13
Categoria: Il professor Gaetano Masaracchio racconta
Tipo: Racconto

Autore: Gaetano Masaracchio
 
Titolo Articolo: Le Chiese dei Frati Minori e di Sant’ Agata
Descrizione: Le Chiese dei Frati Minori e di Sant’ Agata
Le Chiese dei Frati Minori e di Sant’ Agata


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Le due Chiese furono costruite in epoche diverse, ma con lo stesso obiettivo di dotare Biscari di una maggiore presenza dei luoghi di culto che andavano costruiti di pari passo con l’evolversi demografico del centro urbano. La Chiesa di Sant’ Agata oggi è nel collegio di Maria.
LA CHIESA DI SANT’AGATA
La Chiesa di Sant’Agata è più antica di quella dei Frati Minori dell’ordine di San Franceso dei Padri Cappuccini. Sappiamo con certezza che una Chiesa di Sant’Agata era stata costruita nel secolo 1600, prima del terremoto del 1693 a seguito del quale era stata distrutta. Infatti nei registri delle sepolture la Chiesa di Sant’Agata è citata già nel 1693, e negli anni successivi fu ricostruita per volontà del principe Vincenzo Paternò Castello alla quale venne annesso il Collegio di Maria di Via Duca D’Aosta. Da documenti dell’epoca, risulta che il Principe Vincenzo il 3 maggio 1739 sottoscrisse un atto di fondazione per riedificare ed ampliare la Chiesa di Sant’Agata “esistente in terra di Biscari diroccata a causa del terremoto del 1693”.

Prima della sua ricostruzione e dopo il terremoto nella Chiesa Madre “Matrici”, una cappella interna alla stessa ospitò la statua di Sant’Agata per diversi anni. Tutto questo lo si capisce dal preambolo all’atto di fondazione della riedificazione e della costruzione del Collegio di Maria. La volontà del Principe di ricostruire e ampliare comunque la Chiesa, ci fa capire quanto grande era la fede e la venerazione per la Santa, ma ci fa pensare anche che i Paternò Castello, essendo catanesi, abbiano voluto portare a Biscari una statua di Sant’ Agata e costruire una chiesa in suo onore. E’ noto che tra i nobili nei secoli passati era consuetudine avere sempre a disposizione quadri, immagini o statue di Santi venerati dal casato intero, e portarli ovunque andassero in occasione di residenze lontane e per lunghi periodi, soprattutto quando si dovevano trasferire dalla terra natia verso nuove terre. Penso che la famiglia Paternò Castello, quando ottenne la concessione del feudo di Biscari, tra le proprie cose da portare via dalla residenza di Catania ci doveva essere la statua di Sant’ Agata. E’ un’ipotesi e non una certezza, ma non si spiegherebbe diversamente il forte interesse dei principi per la Chiesa di Sant’ Agata.
Quando fu ricostruita e completato il collegio di Maria, le due stanze a destra del piano terra furono utilizzate per la Chiesa che non fu ricostruita come lo era prima del terremoto ma fu denominata Chiesa di Sant’Agata e aperta al culto dei fedeli di Biscari che videro arricchite le possibilità di frequentare più luoghi di culto cattolico Cristiano.

LA CHIESA DEI FRATI MINORI
La Chiesa del Convento dei Padri Cappuccini detta Chiesa dei Frati Minori, fu costruita nel secolo 1700 ed è stata sempre incorporata al Monastero.
Ha una storia breve e legata alla presenza dei Frati Cappuccini che rimasero a Biscari per circa 50 anni, fino al 1786, quando a seguito della chiusura degli enti religiosi anche a Biscari fu ordinata la chiusura dell’ordine dei Frati Minori di San Francesco dei Padri Cappuccini e di conseguenza il trasferimento dei monaci in altri monasteri.
Il Principe Vincenzo Paternò Castello, seguendo un suo progetto di sviluppo urbanistico, era dell’idea che tutto doveva essere armonicamente raccordato: strade, case, palazzi, piazza e chiese, insomma una Biscari che fosse paese vero.
E così, dopo avere portato a Biscari una reliquia importante e sacra “ il Corpo di San Vincenzo”, fece costruire un Convento con una sua Chiesa. Sulla trave del portale d’entrata del Convento sta scritta una data “ 3 febbraio 1737”.
Questo ci dice che la Chiesa dei Frati Minori fu aperta al culto lo stesso ano 1737 .
E’ una Chiesa semplice nella sua struttura architettonica con un campanile,un portone centrale e una finestra sopra il portone d’entrata.
All’interno ha la sua cripta, la navata centrale e due laterali di cui una, quella di destra entrando ci porta nel Chiosco del Convento a cui si accede con due porte laterali.
Nel retro dell’altare maggiore c’era un ambiente per la sacrestia dei monaci. Fuori alla distanza di circa 200 metri è sistemata una grande Croce in pietra, piantata su una base a forma di un poligono quadrato regolare. Era la croce del convento, caratteristico segnale di luogo di preghiera.
La Chiesa era frequentata dalla gente di Biscari dove i 12 Padri Cappuccini celebravano le messe quotidiane e festive. Luogo di preghiera e di incontri spirituali, fu per i Viscarani un a Chiesa importante.
Nei giorni festivi e tutte le domeniche la campana suonava chiamando i fedeli che la raggiungevano dai quartieri periferici della zona, ma anche dalle campagne vicine dove qualche famiglia di contadini aveva dimora fissa.
Oggi è oggetto di discussioni per una sua ristrutturazione secondo un vecchio progetto per un auditorium polivalente di cui Acate ne ha tanto bisogno sia in termini culturali che in termini sociali.

Gaetano Masaracchio
 
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